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Kitchen Milano

Dopo 14 anni di vita in via de amicis 45 come punto di riferimento per chi vive, pratica e gusta la cucina, kitchen riapre con una nuove veste dopo un breve ma intenso periodo di restyling! In collaborazione con knIndustrie gli appassionati della cucina e tavola gourmet troveranno a Milano un nuovo spazio emozionale per scoprire utensili di alta gamma per cucinare e per la mise en place. Il negozio e la cucina rinascono su progetto della Riccardo Barthel, storica realtà fiorentina.
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Kitchen Milano6 giorni fa
E fra le due e mezza e le tre, quando il caffè diventa un vero e proprio bisogno, capita che ti alzi in automatico dalla scrivania (t’eri messo a lavorare a scopo coreografico) per andare in cucina a prepararlo, e mentre avviti la macchinetta pensi che di là c’è lei che dorme nella sua culla. Allora senti come una lucertolina che ti sale lungo la spina dorsale, termini la manovra di avvitamento e posi la caffettiera sul fornello ma non accendi, anche perché all’improvviso la casa è sprofondata in un silenzio anomalo che non può lasciarti indifferente. Cosí sgusci nel corridoio e vai a spiarla furtivo, con la timidezza di chi teme di risultare invadente (un pensiero illogico, però ti viene lo stesso), ma non ce la fai proprio a trattenerti; ti guardi intorno per assicurarti che nessuno ti spii mentre ti pieghi sulla culla e la osservi da vicinissimo per ispezionarla manco dovessi scoprirci qualcosa che ancora non sai (dopo esserti assicurato che respiri, chiaro): non una somiglianza, perché per queste cose non hai mai mostrato particolare interesse, ma proprio i suoi caratteri specifici, per quanto affidabili siano, essendo lei una miniatura di se stessa, ancora un po’ increspata: le sopracciglia, il ciuffetto nerissimo sulla fronte, le orecchie, le mani, le unghie (incredibile come siano perfette le unghie), la forma della testa, i piccoli scatti che fa quando dorme...
(Diego De Silva - Scena padre)

Auguri a tutti i papà
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Kitchen Milano2 settimane fa
Prossimi corsi...
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Kitchen Milano3 settimane fa
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Kitchen Milano3 settimane fa
Da Ponti a Castrignano, il trend è italiano
Come Ponti proponeva, con grande successo, piatti uguali di forma per le portate, anche Andrea Castrignano, architetto, ha disegnato per knIndustrie la serie Lunch Layers (visti a Homi e Maison&Objet), costituita da tre elementi impilabili per le tre portate, da “sfilare” man mano che cambia la portata. Caratterizzati da una mescolanza cromatica molto piacevole, seguono il trend della più totale informalità così come accade anche per Ayli.
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Kitchen Milano3 settimane fa
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Kitchen Milano4 settimane fa
Mercoledì 27 febbraio
presso KITCHEN (Via de Amicis 45, ore 19.00)
Showcooking della chef stellata Giuliana Germiniasi
Fil rouge delle sue proposte sarà il Lingotto di zafferano®

Matteo Bertoli racconterà, durante lo showcooking, qual è stata l’idea da cui è nato il lingotto di zafferano, come è cresciuta oggi la sua azienda che ha portato un prodotto luxury dalla Franciacorta, a Milano, a Los Angeles fino ad arrivare a Michael Bublè.

Durante la storia lo zafferano ha avuto gli usi più disparati: per profumare, tingere tessuti, dipingere, curare alcune malattie, colorare alimenti e insaporire vivande.

Pianta erbacea originaria dell'Asia minore già menzionata in un papiro egiziano del 1550 a.C. La mitologia greca ne attribuisce la nascita all’amore ricambiato di un bellissimo giovane di nome Crocus, che viveva al riparo degli Dei, per una ninfa di nome Smilace che però era la favorita del Dio Ermes. Il Nume, per vendicarsi di Crocus, trasformò il giovane in un bulbo. Omero, Virgilio e Ovidio ne parlano spesso nelle loro opere.

Fino al Medioevo le pianta aveva il nome di croco, poi gli arabi lo cambiarono in za'faran (termine derivato dal persiano Sahafran) in riferimento al colore giallo. La coltivazione si spostò dall’Impero romano d’occidente a quello d’Oriente, Bisanzio. Oggi lo zafferano è stato nominato come cibo smart food, perché ricco di carotenoidi, utile per i disturbi dell’umore. La spezia, come si sa, è molto costosa, il suo utilizzo in cucina è sempre stato ricercato e di alto livello. Il piatto immortale che ha sublimato i pistilli è proprio il Risotto oro e zafferano di Gualtiero Marchesi, ideato nel 1981.

Considerata la natura del pistillo e l’uso che si può fare di questo in cucina a Matteo viene un’idea, tentare di trasformare il prodotto, rispettandolo nella sua essenza, creando così il Lingotto di zafferano.

Questa innovativa soluzione permette di poter utilizzare la spezia grattugiandola finemente, a grana grossa o in riccioli sottili direttamente sui piatti a fine cottura, siano essi primi, secondi o dolci: dove fino ad oggi risultava difficile utilizzare i pistilli puri e quindi impossibile coniugare il sapore intenso dello zafferano.

Matteo viene dalla terra: la sua famiglia da generazioni possiede un’azienda agricola. Ha frequentato l’Accademia di Brera, ma tre anni fa si è lasciato guidare da un sogno. Affascinato dallo zafferano, prodotto della natura, pone l’attenzione su una parte dei terreni di famiglia a Torbiole Casaglia e Ferili Benasi abbandonati perché troppo sterili e inizia a coltivare 30 bulbi di crocus sativus. Quasi per gioco. I risultati delle analisi di laboratorio sulle qualità dei primi stimmi sono sorprendenti.

Il passo successivo è l’incontro fra la tradizione di famiglia, che gli ha insegnato il rispetto dei tempi e dei ritmi della natura e gli studi che gli hanno fatto conoscere e riconoscere il bello: un prodotto che esalti la pregiata spezia. Ed ecco dunque il Lingotto.

Il processo per la creazione prevede che lo zafferano venga macinato finemente, mescolato con del burro di cacao vegetale, cui viene data la forma di un lingotto.

La mission di Matteo è creare una gamma di prodotti innovativi investendo in ricerca e sviluppo e ricercando soluzioni nuove che consentano l'utilizzo della pianta in tutte le sue parti.